Salta al contenuto

L'Ordine Comunica L'Ordine Comunica

Indietro

Referendum SÌ

di Antonio Romeo

Il prossimo 22 ottobre saremo chiamati ad esprimerci per il referendum sull'avvio, da parte di Regione Lombardia, di un percorso istituzionale per una maggiore autonomia "in considerazione della sua specialità".

Tale percorso, previsto nella fattispecie dall'articolo 116 terzo comma della Costituzione sarebbe fondato su numerosi elementi oggettivi sia strutturali che sociali, economici e culturali.

Non vanno inoltre dimenticate tutte le potenzialità che esaltano il carattere particolare del nostro territorio: PIL pro capite superiore alla media UE, un terzo dell'export nazionale, pagamento dei fornitori della Pubblica Amministrazione con anticipi record, debito pro-capite più basso d'Italia, efficienza e solidità finanziaria dell'Amministrazione Pubblica a tutti i livelli, testimoniata tra l'altro dal più basso rapporto tra numero dei dipendenti e popolazione, nonché con un rating addirittura superiore a quello dello Stato.

Non va poi dimenticato che il residuo fiscale della Lombardia verso lo Stato centrale ammonta a 54 miliardi di Euro l'anno. Si tratta di una cifra importante, pari a circa 5.500,00 Euro a cittadino lombardo.

Recuperarne anche solo la metà, come ipotizzato dal Governatore Roberto Maroni, significherebbe poter disporre di ingenti risorse, pari alla totalità dell'attuale bilancio regionale, da destinare alle nuove competenze esclusive quali il sistema socio-sanitario, l'educazione, la tutela del territorio, la ricerca e l'innovazione.

La Regione intende infatti costituire con il Governo, ai fini del pieno esercizio delle nuove competenze, la realizzazione di un'equa acquisizione delle correlate risorse, a partire da quelle finanziarie, mediante l'attribuzione dei nove decimi degli introiti derivanti dalla compartecipazione al gettito di tributi erariali riscossi o comunque riferiti al territorio regionale, quali l'IRES, l'IRPEF, l'IVA per scambi interni, l'accisa sugli oli minerali, l'imposta di bollo, le imposte sui redditi di capitale, l'imposta erariale sull'energia elettrica, analogamente a quanto già disposto, ad esempio per le province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dello Statuto speciale del Trentino Alto Adige (DPR 670/1972).

È chiaro che si tratterebbe di una rivoluzione copernicana nella vita quotidiana dei contribuenti e cittadini lombardi, che vedrebbe premiati i loro sforzi per sostenere la comunità in cui vivono e che nulla avrebbe a che fare con istanze separatiste, come alcuni detrattori vorrebbero far intendere.

Si tratterebbe invece innanzitutto di una nuova partenza, di uno stimolo importante che consentirebbe al motore del nostro Paese di proseguire la sua marcia, trainando con ancora più vigore tutta l'Italia, come avviene per le regioni più importanti all'interno di altri stati a struttura federale, come ad esempio il Canada o la Svizzera.

Spesso lamentiamo il deficit di democrazia che la contemporanea società tecnocratica ci costringe a sperimentare, con decisioni obbligate che i governi nazionali si vedono calate dall'alto di strutture sovranazionali, andando a incidere però sulla vita di milioni di cittadini e che le amministrazioni territoriali a loro volta devono subire da parte dei governi centrali.

In questo caso invece siamo finalmente chiamati a scegliere, a far sentire la nostra voce. Il futuro del nostro territorio può dipendere anche da pochi voti, anche dal nostro. E, dato che il voto è un diritto, faremmo bene ad esercitarlo.

Antonio Romeo commercialista

Antonio Romeo nelle istituzioni

 


Ricerca Iscritto